Cultura

“NON CAPIRETE!”

Arriva un momento, nella Tua vita privata e professionale, che, dopo tanto “sbattersi” soprattutto a livello sociale e culturale, non ce la fai più. Ti senti davvero un minuscolo topolino ai piedi di una montagna troppo dura da scalare. E ti viene voglia di “mollare tutto e tutti” e scappare via, cambiare aria, cercare altrove quello che non ti sembra possibile ritrovare qui.

E se, per tua scelta di vita, hai deciso tempo addietro di fare il giornalista, è 100 volte peggio in quanto sei costretto a registrare quotidianamente il degrado crescente che sembra inarrestabile e, nel contempo, a sopportare le “facce di pietra”, i sorrisi di circostanza, i rituali “vedremo, faremo… e bla, bla, bla” che servono solo a “guadagnare tempo” aspettando che arrivi l’oblio delle coscienze a fare il resto…

Arriva un momento che non ce la fai più, che il livello del disgusto è più alto della tua testa, che la tua sensibilità non ti da scampo… E stacchi la spina perché ti è montata una rabbia indescrivibile…  Arriva un momento che non ti controlli più e butti fuori tutto quello che hai dentro sulla tastiera del tuo pc….  Ed escono “pezzi” come quello che pubblichiamo in questa pagina a firma di un nostro collega in giornalismo che, prima però di essere tale, è soprattutto un nostro carissimo amico, fratello, compagno “di lotta e di sventura”….

Arriva un momento che toccherebbe agli altri dimostrare che il tuo è solo un momento…

(Vincenzo Gazzillo)

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NON CAPIRETE!

Una cosa la so per certa ed è che io non mi fiderò mai dello ‘stato’ (politicanti, forze dell’ordine, magistratura), così come ho sempre schifato il ‘parastato’ criminale… spesso e volentieri dalle mie parti sono la stessa cosa.

Ci hanno già ucciso e ce ne siamo accorti troppo tardi (non parlo di me e di chi come me si informa e, in qualche modo, cerca di aprire gli occhi alla massa, ma della massa stessa). Se vivete in un’altra regione, non capirete mai cosa significa vivere con una spada di Damocle che pende sulla propria testa e che, in ogni momento, magari l’unico felice della vita in una terra fatta di poche opportunità e tanta sofferenza (a tutti i livelli), vi può portare via tutto, anche la vita.

Cose che tu non hai scelto.

Svegliarsi la mattina e leggere di posti in cui andavi a giocare, di zone dove andavi a prendere l’acqua per berla perché dicevano che era buona, che in realtà sono inquinatissimi. In più, respirare ogni giorno fumi tossici, mangiare la verdura alla base della nostra dieta senza sapere cosa c’è dentro (a volte immaginarlo e non mangiare più), vedere morire uno dietro l’altro persone care con una frequenza allucinante…

Ecco, se non siete di Caserta o Napoli, non lo sapete.

In termini di ore, sono 8 anni consecutivi senza interruzione negli ultimi 20 di roghi tossici, con calcoli più o meno approssimativi, quasi 4 milioni di persone a rischio di morte (su 6 milioni scarsi)… Ti alzi, vedi tutto questo e ti passa la voglia di lavorare, di credere in qualcosa (se non nella “rottura di palle” quotidiana verso chi ha responsabilità) e spesso ti mancano le forze per alzare anche soltanto un dito… Beh, non potete saperlo se siete di altre zone d’Italia, quelle stesse zone in cui gli imprenditori facevano affari con la malavita per riempirci di rifiuti tossici ed industriali. Fermo restando che ci sono responsabilità enormi delle persone che vivono nei territori che, per ignoranza pura, lo sfregiano non essendo nemmeno consapevoli del fatto che quel comportamento si ritorcerà contro loro stessi e la loro discendenza.

Ora si parla di bonifiche.

E chi dovrà farle queste bonifiche? 12-13 miliardi di euro… Chi può avere i soldi per acquistare la tecnologia per la bonifica (parti di territorio sono irrecuperabili, parola di esperti)? Ma sempre e solo la malavita che si intrufolerà in tutti gli appalti e staremo punto e a capo. Sono bastate le parole di un pentito – che forse dice verità e forse le dice in parte – per scoperchiare il vaso di pandora dei veleni e delle oscenità perpetrate dallo Stato italiano in questa terra, tra le più belle e complete del Mondo intero.

Ti viene voglia di andare via, ma ti sale allo stesso tempo una rabbia indescrivibile. Così magari ci ammaliamo anche per la rabbia che si accumula. Resto convinto che ci vuole la pena di morte per i reati ambientali, resto convinto che non ti danno una soluzione perché ci sono i soliti interessi dietro… Guarda caso, appena ci sono le proteste contro gassificatori, inceneritori et similia, sospendono la raccolta (già fatta con i piedi) dei rifiuti, si rubano i soldi dai consorzi e non ci sono i soldi per pagare i dipendenti e creano emergenze su emergenze, propinandoci altri strumenti di morte.

Questo non lo capirete mai o forse farete tanta fatica a comprenderlo, ma i campani sono italiani, come voi e sono stati NAZIONE 700 anni prima voi assieme a tutte le genti del Sud, le stesse che vengono a pararvi il culo con la forza lavoro al Nord, gli stessi che portano così ricchezza (anche umana) al settentrione, sottraendola a questa terra martoriata.

Dovremmo prendere le armi, insorgere, sparare a vista a camorristi e politicanti corrotti e ci dovrebbero premiare con medaglie al valore, ma non siamo terroristi di Al Qaida e quindi non avremo la Nato a foraggiarci per una causa inesistente e foriera di sciagure come sta avvenendo in Siria. Per noi non c’è nessun sogno di libertà se non morire lottando, come si fa quotidianamente, anche quando si è stufi di farlo e magari si è stufi pure di vivere qui. Magari pigliandoti le manganellate dalle forze dell’ordine, per poi scoprire che i loro capi o ex capi erano a libro paga delle cosche. E ti danno pure del camorrista… a te che sei idealista, combattente per i diritti e per una società migliore (e non parlo di me, ma dei tanti che hanno subito queste cose e anche la galera per difendere la propria terra).

La legalità? Le bonifiche? La bandiera? Ma non rompeteci più le palle e fate i seri!!!

(Marco Falco)

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